Formazza - Economia
L’aspra morfologia della valle (posta in direzione Nord-Sud) ed il clima rigido giustificano la presenza delle sole colture tipiche dell’alta montagna, i prodotti delle quali sono destinati all’esclusivo uso dei residenti. Vengono quindi prodotti ortaggi, che non abbiano particolari esigenze climatiche, e patate; fino a non molti anni fa veniva coltivata anche la segale, che serviva soprattutto per la preparazione del pane in mancanza di farina di grano; ora tale esigenza non sussiste più per cui la coltivazione è sparita.
Secondo i dati risalenti ai tempi precedenti la costruzione degli impianti idroelettrici, il 66% del terreno – circa 88 Kmq – è improduttivo; gli altri 45 Kmq sono occupati per metà da prato-pascolo permanente. Tenendo conto della successiva sommersione di ettari di pascolo da parte di bacini lacustri artificiali, si deve ammettere un’ulteriore diminuzione del terreno produttivo.
Si potrebbe inoltre ripetere un ragionamento analogo, benché in scala assai più ridotta, per il crescente spazio riservato alle zone di abitazione.
Il prato è prevalente sul fondovalle, dove sono situate le frazioni, e là dove c’è abbondanza di terreno alluvionale e morenico. I boschi sono costituiti quasi interamente da conifere, e raggiungono le altezze medie di 1900-200 metri, arrestandosi però alla latitudine della Cascata (m.1670).
Il lavoro dei campi e l’allevamento del bestiame – vacche di razza bruna, capre ed animali da cortile – sole risorse dell’economia prima che venissero installati gli impianti idroelettrici, sono ancora presenti.
In seguito all’alluvione del 1987 a Formazza si costituì la Cooperativa agricola il cui stallone accoglie un centinaio di capi.